Premio Meroni 2017. Sten guida la cordata dei vincitori

Doppio riconoscimento al Premio Meroni, da parte della giuria e del pubblico, per Giuliano Stenghel detto Sten, astro roveretano dell’arrampicata e della solidarietà, una vita dedicata all’alpinismo estremo e all’altruismo da quando, alla memoria della moglie Serenella, Sten ha intestato una fondazione che si occupa principalmente dell’infanzia problematica. Il caso vuole che, come nel caso dell’Associazione Serenella Onlus, anche il Premio Meroni, da dieci anni organizzato dalla Scuola di alpinismo e scialpinismo “Silvio Saglio” della sezione Sem (Società escursionisti milanesi) del Cai, sia dedicato a uno dei più apprezzati istruttori, Marcello Meroni, prematuramente scomparso. “Marcello, come Serenella, vivono nello Spirito e lo Spirito con la S maiuscola è ovunque”, è stato il commento di Sten. Nel momento della premiazione, al suo Marcello non può che avere pensato di riflesso il papà Franco presente alla cerimonia. Nicla Diomede che di Marcello fu compagna, e che del premio è l’infaticabile animatrice, ha subito abbracciato Sten dopo aver letto la motivazione della giuria di cui ha fatto parte il grande alpinista Alessandro Gogna. Alpinista dell’anno è stato invece eletto il valtellinese Camillo Della Vedova per aver dedicato, come spiega la motivazione, quaranta anni della sua vita all’alpinismo, “non per la vetta a tutti i costi e neppure per le imprese più prestigiose (anche se queste ultime non gli mancano certo): bensì per la valenza sociale e costruttiva che l’alpinismo può avere”. Alpinisti a pieno titolo si, Sten e Camillo, ma con una storia umana, sempre per dirla con la giuria, “votata al volontariato, all’insegnamento, al soccorso alpino e alle singole sfumature di chi vede nella montagna il terreno più adatto per manifestare la propria natura intimamente altruista”. E’ con questi criteri che la giuria ha scelto gli altri vincitori tra i 24 candidati, tutti appassionati difensori dell’ambiente alpino e della sua cultura, talvolta come nel caso di Sten e Camillo, alpinisti eccellenti su tutti i terreni compreso quello assai impegnativo dell’amicizia. Campioni di solidarietà ma anche di modestia. Spicca a questo proposito la candidatura del vicentino Tarcisio Bellò intervenuto alla premiazione, che nelle Piccole Dolomiti ha aperto numerose vie lungo difficili couloir di ghiaccio e misto, localmente chiamati vaji, e che svolge un’intensa attività umanitaria in Hindukush.

 

Camillo Della Vedova, alpinista dell’anno, con Nicla Diomede e Angelo Schena (a sinistra) che ne ha proposto la candidatura. Nella foto sopra il titolo l’alpinista Giuliano Stenghel con Nicla. Le immagini dell’amico Maurizio che pubblichiamo sono state cortesemente fornite dal Comitato organizzatore.

Nella splendida Sala Alessi di Palazzo Marino messa a disposizione dal Comune, davanti a una folla di appassionati incuranti dell’annunciato sciopero dei mezzi pubblici di trasporto, a festeggiare i vincitori c’erano l’assessore alle Politiche sociali Pier Francesco Majorino e il presidente generale del Cai Vincenzo Torti mentre, con la Diomede, si è alternata nel succedersi delle presentazioni una disinvolta e sorridente Elena Buscemi, appassionata di montagna e pubblica amministratrice in veste di vice presidente del Consiglio comunale. Dall’Ossola è sceso per ricevere il premio riservato alla cultura il giornalista e scrittore Teresio Valsesia, inventore del megatrekking Camminaitalia, l’uomo che ha spianato la strada, con le sue documentatissime guide, alla nascita del Parco Nazionale della Val Grande. Poi a ritirare il premio per l’ambiente sono stati i rappresentanti dell’Associazione di volontariato “Custodiamo la Valsessera” che dal 2009 si dedica assiduamente alla cultura del territorio in questo lembo della provincia di Biella che accolse nel passato l’eretico Fra’Dolcino e in cui sono state scritte pagine gloriose della resistenza partigiana.
L’insegnante Stefano Piana, a sinistra con un genitore e i suoi allievi, ha ricevuto la menzione speciale della giuria per il progetto “Le classi delle montagne”.

Ma il momento di più intensa partecipazione è stato probabilmente quando a ricevere la menzione speciale della giuria si è presentato alla ribalta con tre suoi giovani allievi l’insegnante Stefano Piana che coordina a Genova il progetto “Le classi delle montagne”, e tra i primi a congratularsi con lui è stata la milanese Elena Biagini, candidata al premio, che con determinazione ha saputo portare la montagna tra i ragazzi del quartiere periferico Gratosoglio nell’ambito di un progetto denominato “Quartieri tranquilli”. A soffiare sulle dieci candeline del Premio Maroni non sono mancati, per concludere, alcuni vincitori delle passate edizioni, dagli storici milanesi della cartografia alpina Laura e Giorgio Aliprandi alla valtellinese Iris Gherbesi che alterna il lavoro di rifugista in Val Masino con l’assistenza ai ragazzi di una comunità africana, da Elio Guastalli che come insegnante e soccorritore si prodiga per promuovere la sicurezza in montagna, ai ragazzi dei Sass Baloss che mettono con sapienza in rete le loro esperienze alpinistiche, al Gruppo Alpinistico Scolastico di Biella e al professor Giuseppe Masera che si prende cura dei ragazzi guariti dalla leucemia anche portandoli in montagna. Infine le luci si sono spente tra gli stucchi e gli affreschi della Sala Alessi dove campeggia il gonfalone della città. E Nicla Diomede, con il regista Claudio Bisin e il resto del comitato organizzatore, ha potuto sorridere dopo il tumulto delle premiazioni, finalmente rilassata e soddisfatta.

Roberto Serafin (MountCity) – Comitato Organizzatore

 

foto 1: Teresio Valsesia, a destra, riceve la targa dal presidente generale del Cai Vincenzo Torti
foto 2: Camillo Della Vedova, alpinista dell’anno, con Nicla Diomede e Angelo Schena (a sinistra) che ne ha proposto la candidatura
foto 3: L’insegnante Stefano Piana, a sinistra con un genitore e i suoi allievi, ha ricevuto la menzione speciale della giuria per il progetto “Le classi delle montagne”.

 

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